| La certificazione energetica |
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La certificazione energetica consiste in una certificazione, rilasciata da personale qualificato, in grado di attestare il consumo di edifici esistenti. Tale consumo dipende chiaramente da molti fattori quali per esempio: tipologia di muratura,
grado di illuminazione, ore di esposizione al sole, ampiezza delle finestre, esistenza di isolamento termico e tipologia di impianti. L’obbligo della certificazione è regolato dalla legge 10 del 1991 e dal successivo decreto legislativo 192/05, di attuazione della Direttiva europea 2006/32/CE e il decreto legislativo 311/06 di integrazione al decreto legislativo 192/05. La certificazione energetica di un edificio prevede la sua classificazione in classi energetiche dalla “A” alla “G”, alle quali corrispondono fasce di consumo di energia primaria espresse in kWh/m²anno come riportato in figura. Una casa è considerata a basso consumo quando rientra nelle classi “A”, “B” e “C”. In particolare viene definita casa passiva, quella casa il cui fabbisogno energetico è inferiore a 15 kWh/m²anno. L’introduzione della certificazione energetica ha l’obiettivo di quantificare i consumi energetici degli edifici e proporre degli interventi per ridurli. In Italia la gran parte del parco edilizio attuale rientra in classe “G”. Per capire quanto consuma in termini di combustibile una casa di classe “G” basta ricordarsi che 1 m³ di metano equivale a circa 10 kWh (9,9 kWh). A questo punto è facile la conversione, per cui se un edificio ha un fabbisogno di 180 kWh/m²anno vorrà dire che consuma annualmente 18 l/m²anno di gasolio. Una casa passiva con un fabbisogno di 15 kWh/m²anno consumerà 1,5 l/m²anno di gasolio. |









grado di illuminazione, ore di esposizione al sole, ampiezza delle finestre, esistenza di isolamento termico e tipologia di impianti. 


