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Idroelettrico PDF Stampa E-mail

Con il termine energia idroelettrica si definisce l'energia elettrica ottenibile sfruttando l'energia potenziale, di un bacino idrico o di un corso d'acqua, disponibile ad una certa quota rispetto al livello, inferiore, cui sono posizionate le turbine. Pertanto la potenza di un impianto idraulico dipende da due fattori: il salto (dislivello esistente fra la quota a cui è disponibile la risorsa idrica svasata e il livello a cui la stessa viene restituita dopo il passaggio attraverso la turbina) e la portata (la massa d'acqua che fluisce attraverso la macchina espressa per unità di tempo). In base alla taglia di potenza nominale della centrale, gli impianti idraulici si suddividono in:

  • Micro-impianti: P minore di 100 kW;
  • Mini-impianti: 100 minore di P (kW) minore di 1000;
  • Piccoli-impianti: 1000 minore di P (kW) minore di 10000;
  • Grandi-impianti: P maggiore di 10000 kW.

idroelettricoUna centrale tradizionale è composta in genere da un'opera di derivazione (contenente uno sbarramento), un'opera di adduzione (condotte di collegamento), una condotta forzata, una centrale elettrica (che contiene una turbina-generatore per la produzione di energia elettrica) e un'opera di restituzione.
L’utilizzo della tecnologia idroelettrica sta registrando nuovi input d’interesse, in particolare per ciò che concerne l’idroelettrico in piccola scala. Impianti mini e micro-idro, pur essendo di limitata potenza unitaria, presentano notevoli vantaggi sia dal punto tecnico che da quello economico.
In genere molti impianti di piccola taglia si trovano realizzati in aree montane su corsi d'acqua a regime torrentizio o permanente e l'introduzione del telecontrollo, telesorveglianza e telecomando consentono di recuperarli ad una piena produttività, risparmiando sui costi del personale di gestione, che in genere si limita alla sola manutenzione ordinaria con semplici operazioni periodiche (ad es. la sostituzione dell'olio per la lubrificazione delle parti, la rimozione di materiali trasportati dal corso d’acqua).
Molti impianti di piccola taglia attuano il cosiddetto recupero energetico. I sistemi idrici nei quali esistono possibilità di recupero sono assai diversi e possono essere indicativamente raggruppati nelle seguenti tipologie:

  • acquedotti locali o reti acquedottistiche complesse;
  • sistemi idrici ad uso plurimo (potabile, industriale, irriguo, ricreativo, etc.);
  • sistemi di canali di bonifica o irrigui;
  • canali o condotte di deflusso per i superi di portata;
  • circuiti di raffreddamento di condensatori di impianti motori termici.

In linea generale, nei sistemi idrici in cui esistono punti di controllo e regolazione della portata derivata o distribuita all'utenza, attraverso organi del tipo di paratoie, valvole, opere idrauliche (vasche di disconnessione, sfioratori, traverse, partitori), cioè sistemi di tipo dissipativo, è possibile installare turbine idrauliche che siano in grado di recuperare salti altrimenti perduti.
Si può dire che esiste la convenienza a realizzare impianti di piccola taglia ove le condotte già esistano insieme a salti e portate interessanti, sotto questo punto di vista gli acquedotti rappresentano una significativa possibilità di sfruttamento.