| Biodiesel | Aspetti Economici |
|
|
|
|
“A causa delle economie di scala i biocombustibili tendono ad avere costi di produzione più alti rispetto ai combustibili convenzionali. Questi costi di produzione sono, comunque, difficili da quantificare poiché sono basati sul prezzo delle materie prime agricole e del combustibile, sul metodo di produzione e sulle differenze fra Paesi; differenze che includono sia le tecniche agronomiche che la tassazione sui combustibili. In generale, l’aumento dei costi di produzione dei biocombustibili può essere bilanciato da esenzioni o riduzioni delle imposte per stimolarne la produzione. Per questa ragione, in molti stati dell’Unione Europea, l’accisa è ridotta o azzerata per alcuni biocombustibili come il Biodiesel purché rispondano ai requisiti delle norme di riferimento.”
Fonte: CTI, Comitato Termotecnico Italiano – www.cti2000.itIncentivi (Validi esclusivamente per la produzione di energia elettrica e non per l’autotrazione) La produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati da fonti rinnovabili è incentivata mediante il rilascio dei certificati verdi, secondo il decreto 18 dicembre 2008 del Ministero dello Sviluppo Economico “Incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ai sensi dell’articolo 2, comma 150, della legge 24 dicembre 2007, n. 244”. In alternativa ai certificati verdi, in caso d impianti di taglia inferiore a 1MWel, è possibile richiedere, per un periodo di 15 anni, la tariffa onnicomprensiva (art. 16 decreto 18 dicembre 2008) di entità variabile a seconda della fonte utilizzata (tabella 3 allegata alla legge finanziaria 2008) e limitatamente agli impianti alimentati da biomassa di filiera. Gli impianti di potenza nominale media annua non superiore a 200 kW possono accedere al meccanismo di scambio sul posto. Il regime agevolato a favore del biodiesel come carburante, invece, prevede: • L’obbligo di incorporare una percentuale di biodiesel nei carburanti fossili utilizzati nell’autotrasporto, di cui una percentuale deve derivare da accordi di filiera. Secondo quanto stabilito dalla direttiva 2003/30/CE e dalla 2003/96/CE, gli Stati membri devono impegnarsi a sostituire una percentuale minima di carburanti convenzionali con carburanti rinnovabili: - il 5,75% di tutti i carburanti diesel o benzina entro il 2010;• La applicazione di una accisa ridotta nella misura del 20%: la Commissione Europea ha autorizzato l’istituzione in Italia di uno sgravio fiscale volto a favorire la produzione e l’impiego di biodiesel. Beneficiari dell'agevolazione sono tutti i produttori di biodiesel dell'Unione europea, tra i quali il contingente stabilito verrà distribuito proporzionalmente, sulla base della rispettiva capacità produttiva. È previsto che una quota annua di 250.000 tonnellate di biocarburante possa beneficiare di un'aliquota di accisa ridotta al 20% dell'aliquota applicabile al diesel utilizzato per autotrazione. L'importo dello sgravio fiscale previsto per il periodo 2007-10 ammonta a 348 milioni di euro. Accanto al bonus fiscale, è stato introdotto, a carico dei fornitori, l'obbligo di immissione minima sul mercato di biocarburanti, in una percentuale almeno pari al 2% della fornitura complessiva, a partire dal 1° gennaio 2008. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 239 dell’11 ottobre 2008 è stato pubblicato il Decreto 3 settembre 2008, n. 156 del Ministro dell’economia e delle finanze relativo al “Regolamento concernente le modalità di applicazione dell’accisa agevolata sul prodotto denominato biodiesel”, ai sensi dell’articolo 22-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504. |














